Rassa in Valsesia

un piccolo gioiello incastonato tra due valli

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Rassa è un piccolo villaggio di montagna a 917m s.l.m., si trova nella provincia di Vercelli, in Alta Valsesia. Risalente probabilmente al periodo storico che va dal XII al XIII secolo il paese è rimasto intatto e continua ad essere uno dei più bei paesi della Valsesia

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Tra due valli incontaminate

Situato alla confluenza tra il fiume Gronda e il fiume Sorba le case del villaggio fiancheggiano le acque turchesi che scendono fino ad arrivare al fiume principale della valle, la Sesia.

Il paese dunque è base ideale per le escursioni di esplorazione della Val Gronda e della Val Sorba dove si trovano numerosi sentieri antichi da percorrere in giornata o traversate di trekking con programmi di più giorni per immergersi ancora di più nella natura circostante.

Questo ambiente incredibile di fiumi, pascoli, laghi, montagne e boschi cambia costantemente con il trascorrere delle stagioni ed ha sempre per tutto l’anno qualcosa da offrire.

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La Valle dei Tremendi

All'ingresso del paese si trova un cartello 'Benvenuti nella Valle dei Tremendi'. Il nome evoca vecchie leggende ma anche episodi storici che fanno riferimento alla “tempra” e la forza di carattere degli abitanti che lottarono e lottano tuttora contro le avversità della natura in una valle chiusa e fredda. Valle dei Tremendi è anche un riferimento alla storia di fra Dolcino e Margherita.

Fra Dolcino (1250 -. 1307) è stato un predicatore descritto come un eretico ispirato alle teorie francescane bruciato sul rogo nel 1307. Visse con la sua compagna Margherita ed i suoi seguaci per gli ultimi due anni sulla cima di una montagna inaccessibile vicino al villaggio di Rassa, la Parete Calva, e ha lasciato un segno importante nella cultura della Valle. La sua storia è molto controversa: da una parte la Chiesa che lo riconosce come eretico e che vuole a tutti i costi metterlo a tacere per evitare vengano predicate verità “scomode” e dall’altra la storia del popolo, della gente comune oppressa ed affamata che vede in Dolcino e nelle sue parole una via di salvezza, la “fuga” dall’oppressine e dall’ingiustizia del “potere”.

La sua stessa morte e della bella Margherita e di tutti i suoi seguaci è comunque una fuga dall’oppressione, il desiderio ultimo di rifiuto dell’ingiustizia, il desiderio ed il raggiungimento della libertà…. La storia di Fra Dolcino, anche se ancora rifiutata dalla Chiesa cattolica è nei nostri cuori, nei cuori della gente della valle.

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Vita sociale

Oggi il tranquillo villaggio di Rassa è sede di 30 abitanti permanenti. Questa cifra sale a circa 150 durante i mesi estivi, essendo “molte” le persone che vengono a trascorrere le loro vacanze in montagna per sfuggire al caldo della città.

Il villaggio dispone di tre ristoranti, ognuno con il proprio carattere unico, offrono una diversa esperienza culinaria ma tutti propongono una gustosa cucina tradizionale della valle. C'è un piccolo bar al Circolo del paese, il Circolo dei Tremendi, con un piccolo negozio di alimentari incorporato dove trovare i generi di prima necessità.

Ogni anno al 15 agosto Rassa si trasforma per la “Festa del Mirtillo”. Si possono assaggiare i mirtilli con zucchero e panna fresca, dolci e torte a base di mirtilli o degustare la grappa. Passeggiare lungo le strade del paese in mezzo alle innumerevoli bancarelle che vendono prodotti tipici locali come il formaggio e il miele o l’artigianato locale. Da Rassa dirigendosi verso la Val Gronda si incontrano numerose piccole frazioni: Ortigoso, Oro, Piana, Rassetta, Fontana e Mezzanaccio. Salendo in Val Sorba si incontrano le frazioni di Sorba e Sorbella.

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Atmosfere

Le Alpi sono le nostre montagne, uno degli ambienti del nostro continente dove la natura è più suggestiva e spesso severa. Le popolazioni che occupano questo territorio, sia a nord che a sud, hanno sviluppato la propria attività sociale e le proprie tradizioni in modo analogo adattandosi a questo ambiente, mantenendo sistemi di vita rurali, spesso isolate e non condizionate dalla veloce evoluzione sociale.

Il turismo ha in parte cambiato questa condizione, portando benessere ma troppo spesso anche modificando radicalmente ambiente e tradizioni. Fortunatamente esistono ancora, soprattutto a sud delle Alpi, piccole oasi naturali dove il vivere è rimasto quello di cento anni fa, dove il lavoro dell’uomo si integra perfettamente con l’ambiente circostante, dove le case e i paesi nascono dalla roccia e dal legno in una tradizione vecchia di mille anni.

Rassa è una di queste oasi privilegiate: pochi minuti di auto per allontanarci dalla valle principale, la Valsesia, ed è come essere portati dalla macchina del tempo nel passato, a respirare aria pura e a rivivere un lento armonico trascorrere delle cose. Lento come il passare dell’acqua turchese sotto i sui ponti, come lo sciogliersi delle nevi in primavera per lasciare il posto a mille varietà di fiori profumati, lento come il nascere e lo spegnersi dei colori dell’autunno che in nessun posto mai ho visto così belli…

Siedo sul terrazzo di Locanda Margherita e chiudendo gli occhi mi pare di udire ancora le voci dei viandanti e degli antichi abitanti di questi luoghi remoti portate a valle e mescolate al rumore delle acque del torrente. Margherita e Dolcino sono anche loro passati di qui, dice la storia o forse anche la leggenda, per sfuggire all’ingiustizia e all’oppressione. Margherita allora non fu solo uno dei fiori più belli di questi luoghi ma anche per tutti il simbolo di quella libertà così difficile da raggiungere ma così bella ed importante da sacrificare la propria vita.

Margherita è ancora presente con il suo spirito libero tra questi monti, si dice, per scacciare gli oppressori e per aiutare, come allora, chi bisognoso di aiuto. E’ stato e rimane per queste genti simbolo di libertà.

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